venerdì 27 febbraio 2009

Il centrodestra (e il centrosinistra) e l’ambiente

Il centrodestra e l’ambiente

Autore: Guida, Giuseppe


Prosegue l’assalto al paesaggio, ma il centrosinistra non sembra avere una linea chiara e condivisa di opposizione. Da la Repubblica, ed. Napoli, 23 febbraio 2009 (m.p.g.)

Il paesaggio, che faticosamente pareva essere entrato nel novero dei beni comuni e con orientamenti bipartisan, ogni tanto viene rimesso in mezzo come un anfratto ideologico visto in maniera predatoria, in particolare da una precisa parte politica. E, soprattutto, la tutela del paesaggio rappresenta, ad occhi non scevri da interessi di piccolo cabotaggio, un esproprio anti-liberale che contrasta con le proprie, comode, concezioni di sviluppo.
Non è un caso che la prima dichiarazione del neo-presidente della Regione Sardegna Cappellacci è stata quella, incontenibile, sulla necessità di modificare l’odiato piano paesaggistico e l’armatura delle tutele messe in piedi dalla giunta Soru.

Dalla Campania viene un messaggio a volte contraddittorio e, soprattutto, subdolo perché nascosto dietro il fragile paravento del tradizionale ambientalismo di sinistra. Negli ultimi anni, infatti, si è forgiata una strisciante serie di leggi e norme regionali che in molti casi hanno, di fatto, deregolato buona parte della materia paesaggistica, affidandone la tutela non tanto alla norma tout-court, chiara, sufficientemente vincolante e inserita in un quadro pianificatorio nitido e di medio-lungo periodo, ma ad un farisaico sistema di verifiche ex-ante (di tipo auto-certificativo) e controlli ex-post, che nessuno tra Comuni, Province e Regione si prende la briga di fare concretamente e che si espone a cavillosità di tipo giuridico che molto spesso favorisce lo speculatore. Il caso della Penisola Sorrentina erosa dai parcheggi interrati è un esempio di incredibile attualità e affogato, tra l’altro, in un silenzio delle istituzioni colpevole e complice.

Tuttavia, almeno a parole, pochi a sinistra mettono in discussione acquisizioni fondamentali come piani paesistici, vincoli ambientali, tutela del verde residuo, ricostruzioni di ecologie urbane e di ecosistemi rurali, e così via. Ma secondo quali paradigmi, in questo campo, il centrodestra campano si candida a governare? Ad oggi non è noto un programma compiuto sui percorsi di sviluppo e di tutela del territorio che il centro-destra ritiene prioritari e intende applicare nell’eventualità di una vittoria. Un vuoto di idee e proposte che, in attesa che qualcuno si decida a colmarlo, non fa ben sperare, soprattutto se si fa riferimento ad alcune esperienze di governo locale.

A Roma, ad esempio, l’avvento della giunta Alemanno ha intensificato quanto già veniva in parte contestato a quella precedente: la saturazione edilizia dell’Agro romano, con venticinquemila nuovi appartamenti e 9 milioni di metri cubi, da costruire ancora su altri 750 ettari di quel che resta dell’Agro. Nella Milano della Moratti (opere per l’Expo a parte) siamo in piena epopea dei parcheggi interrati: si scava ovunque, in suoli pubblici e privati, nel centro città, con modifiche e varianti al programma parcheggi, in un processo continuo di privatizzazione del bene pubblico e con la nascita di comitati di cittadini spaventati da questa invasione nella loro quotidianità. L’assessore milanese allo sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, ipotizza con un po’ di fantasia, 700.000 abitanti in più nella città e paventa la necessità di un aumento dell´indice di fabbricazione da 0,65 a 1 mq/mq (fonti: Eddyburg.it).

Le dichiarazioni del neopresidente della Regione Sardegna sono chiare, ma anche nell’altra isola a gestione centrodestra, la Sicilia, le idee sullo "sviluppo" sono associate a gestioni private di beni pubblici, alla "valorizzazione" di aree tutelate (valorizzazione che in genere implica la "necessaria" costruzione di strade, locali di accoglienza, strutture "provvisorie", aree di ristoro, eccetera.), come si è ipotizzato, tanto per fare un esempio, per la Valle dei Templi di Agrigento. A livello governativo, poi, le leggi sul condono edilizio sono una specialità berlusconiana che non trova riscontro in altri Paesi d’Europa. Su questo breve sfondo dovrebbero innestarsi le candidature locali del centrodestra e i loro programmi, ancora taciuti, per il territorio e per il paesaggio. A cominciare dalla Provincia di Napoli. Sarebbe utile saperne qualcosa in più.

Articolo: Eddyburg

Ma chi vogliono babbiare, questi?

Ho visto grandi entusiasmi su gran parte della stampa italiana per l'accordo italo francese per la costruzione di 4 centrali nucleari sul suolo italiano. Presi dall'entusiasmo, i media hanno commesso clamorosi errori e taciuto diverse scomode verità.

(1) Quale accordo?

Come spiega benissimo Ugo Bardi in questo post, non esiste al momento alcun contratto tra ENEL e EDF, ma solo un memorandum of understanding. Tutto quello che appare sui media è essenzialmente fumo.

(2) 25% del fabbisogno nazionale? sarebbe meglio scrivere 14%!

Secondo Repubblica, le 4 nuove centrali potrebbero garantire il 25% del fabbisogno di energia elettrica. Chi ha fatto i conti per l'articolista Marco Patucchi? Ora, anche uno scolaretto sa che
• in un anno ci sono 8760 ore,
• una centrale nucleare è attiva più o meno per l'80% del tempo (valore medio sul funzionamento di una decina di centrali francesi)
• 6,4 GW * 8760 h * 80% = 44850 GWh = 44,85 TWh
• Secondo Terna, i consumi elettrici italiani sono pari a 320 TWh all'anno
• 44,85 TWh/320 TWh = 14%
Questa percentuale corrisponde all'ipotesi che i consumi elettrici restino costanti. Forse all'ENEL pensano invece che nel 2020 avremo operato una notevole decrescita...

(3) Si vende la pelle dell'orso prima di averlo catturato

Molti scrivono che i reattori EPR di terza generazione sono più potenti e più efficienti di quelli del passato. Peccato che ci si dimentichi di dire che al momento nessuno di questi reattori è ancora in funzione.

Si dicevano meraviglie anche del Superphénix, prima della sua costruzione; poi ha funzionato solo per 13 anni, con un costo di ben 9 miliardi di €. The Independent segnala il fatto che, in caso di incidente, il rilascio di radiazioni potrebbe essere maggiore che per le centrali di vecchia generazione.

L'unico reattore EPR in costruzione si trova a Okiluoto in Finlandia. I tempi di realizzazione sono come segue

• autorizzazione: 2000
• inizio lavori: 2005, con prevista conclusione nel 2009
• dopo vari stop, problemi e ritardi, ora sembra che debba essere completa nel 2012

Qui parlo dei vari problemi di sicurezza in cui è incorso il reattore.

I precisissimi e efficientissimi finlandesi impiegheranno probabilmente 12 anni dall'autorizzazione alla messa in rete. E qualcuno pensa seriamente che i caciottari, lottizzati, pasticcioni e litigiosi italiani riescano a farcela in 11 anni, senza aver nemmeno raggiunto un accordo sui siti delle centrali?

(4) Qualcuno si preoccupa dei costi?

Nessuno dei principali giornali italiani ha pubblicato una sola riga su quanto dovrebbero costare agli italiani le 4 centrali (non la Repubblica , nè il Corriere , nè La Stampa).

Evidentemente, quando si tratta di fare propaganda, meglio tacere certi numeri.

Conosciamo però la storia del reattore finlandese. Inizialmente doveva costare 3,7 miliardi di €, ma i vari guai e iritardi hanno fatto lievitare i costi a ben 5,2 miliardi di €.

Quattro centrali in Italia ci costerebbero oltre 20 miliardi di €, sempre che si riesca a essere parsimoniosi e onesti come i finlandesi... In pratica qualcosa come quattro ponti sullo stretto di Messina.

Ma chi vogliono babbiare, questi?

Articolo e altre informazioni sul tema: Ecoalfabeta

giovedì 26 febbraio 2009

Cementificio di Testi: ripristiniamo la verità

Troppe, davvero troppe, in merito alla vicenda Sacci, le falsità e le imprecisioni che stiamo leggendo e sentendo in questi giorni convulsi: in particolare respingiamo fermamente le accuse che ci rivolgono i dipendenti Sacci, accuse ingiustificate nei confronti di persone e di associazioni che da tempo sono impegnate sul territorio, senza alcun “interesse particolare”, ma con il solo obiettivo di dare un contributo per migliorare la vita di tutti, lavoratori compresi.

Riteniamo opportuno e necessario precisare alcuni dati:
1) Le associazioni ambientaliste non hanno mai chiesto la chiusura del cementificio. La nostra iniziativa si è sempre rivolta in difesa di interessi primari quali la tutela della salute e dell’ambiente. In tutte le occasioni abbiamo ribadito ai dipendenti Sacci che tali priorità dovevano coniugarsi con il diritto al lavoro, ed anzi che i lavoratori, tutelando il diritto alla salute e al rispetto del territorio, avrebbero difeso il proprio posto di lavoro, essendo quelle condizioni indispensabili per il mantenimento dell’attività del cementificio in questo territorio.

2) Le associazioni ambientaliste, consapevoli che l’attività di un qualsiasi cementificio è tra quelle più critiche in materia ambientale, hanno semplicemente chiesto da tempo agli enti preposti controlli rigorosi circa il rispetto dei limiti di legge in relazione ai diversi impatti ambientali; inoltre, proprio per le notevoli dimensioni dell’impianto e l’insistere dell’attività industriale ormai da molti decenni, consideriamo indispensabile una verifica complessiva delle conseguenze ambientali e sanitarie che possono essersi prodotte.

3) Riteniamo che i miglioramenti e gli adeguamenti tecnologici degli impianti che Sacci ad oggi ha messo in atto siano parziali e non certamente adeguati a ciò che la situazione richiede. Non dobbiamo pensare che Sacci faccia “regali”: sono le normative in materia ambientale, diventate più stringenti man mano che si conoscono maggiormente gli effetti negativi sulla salute e sull’ambiente, che obbligano l’azienda ad adeguarsi; lo stesso rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio rilasciata dalla Provincia di Firenze al cementificio nel dicembre 2007, è subordinata al rispetto di numerose prescrizioni, fra le quali l’adeguamento degli impianti alle migliori tecnologie secondo le direttive europee.

4) L’esposto che ha dato origine alla chiusura dello stabilimento è stato presentato da privati cittadini, residenti nelle vicinanze. Chiunque non rispetti una qualsiasi norma di legge, se ne deve assumere la responsabilità e le relative conseguenze.
Certo, se poi l’azienda per le sue inadempienze se la rifà con i lavoratori spedendoli a casa, si ripropongono vecchie logiche che pensavamo appartenere al passato: esigenze sacrosante di tutela del posto di lavoro, contrapposte alla tutela altrettanto sacrosanta dell’ambiente, di lavoro e non.

5) Riteniamo che chiedere alla dirigenza Sacci di rispettare la legge sia anche e soprattutto interesse di chi ci lavora. Oppure è forse pensabile reiterare l’inosservanza di norme di legge a tempo indeterminato? E allora, chiedere il rispetto dei limiti di legge non era e non è anche difendere il posto di lavoro???

6) La situazione complessiva dell’area di Testi è diventata per le associazioni ambientaliste una priorità e una criticità assoluta, nel momento in cui le Amministrazioni pubbliche (Provincia di Firenze e Comuni di Greve in Chianti e San Casciano V.Pesa) vi hanno previsto la realizzazione di una centrale turbogas e di un nuovo inceneritore di rifiuti. In un’area che riteniamo già preoccupante sotto l’aspetto ambientale per la presenza di uno stabilimento per sua natura altamente critico per l’impatto sul territorio, si prevede di andare a realizzare altri due impianti altamente inquinanti!!! Noi abbiamo detto NO a questa scelta e continueremo a dirlo in tutte le sedi e con tutta la nostre forza.

Se si vogliono realmente difendere i posti di lavoro si dovrebbero richiedere all’azienda impegni seri e tempi certi per l’aggiornamento tecnologico e la messa a norma dello stabilimento, alle amministrazioni sostegno e controllo affinché ciò si realizzi.

Riteniamo che il diritto al lavoro debba coesistere con la tutela dell’ambiente e il diritto alla salute dei cittadini; noi ci impegneremo in questo senso e riteniamo che i lavoratori abbiano il dovere, e in questo caso anche la necessità, di fare altrettanto.

Ha firmato questo documento il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Chianti fiorentino:
Aiab Toscana - Asci Toscana - Comitato delle Sibille per la Tutela dell’Ambiente - Comitato “Passo per il Chianti” – Comitato di Uzzano Greve in Chianti - Foro Contadino – Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute - Forum Ambientalista Toscano - Italia Nostra - Legambiente circolo “Il Passignano” Tavarnelle/San Casciano V.P. - Legambiente circolo “Il Gallo Verde” Greve in Chianti - Mani Tese Firenze - Medicina Democratica - VAS Chianti fiorentino - WWF sezione Toscana

Il Libro bianco Valle della Greve

Il dossier che presentiamo è stato elaborato dal Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Chianti Fiorentino. Nel documento si analizzano le problematiche legate agli impianti industriali di Testi (cementificio) e Sibille-Falciani (area ex inceneritore, attuale impianto trattamento rifiuti), si motiva l’opposizione alla pianificazione industriale che prevede in queste aree un polo ENERGIA-RIFIUTI-CEMENTO tramite un inceneritore e una centrale turbogas a Testi e l’ampliamento dell’impianto a Sibille-Falciani per la produzione di CDR destinato all’inceneritore.
Inoltre il dossier contiene una serie di proposte per una corretta gestione del ciclo di trattamento dei rifiuti.

Gli impianti industriali di Testi e Falciani nella valle della Greve

martedì 24 febbraio 2009

20 Febbraio: la presentazione della lista civica, biblioteca comunale di San Casciano

Il giorno 20 febbraio ha avuto luogo presso la biblioteca comunale di San Casciano Val di Pesa la presentazione della Lista Civica del Laboratorio per l'Alternativa che si candiderà alle prossime Elezioni Comunali.


L'intervento di B. Pandolfi


Ancora B. Pandolfi...


L'intervento di P. Gheri


L'intervento di L. Bennici

Com'è andata...
Siamo soddisfatti dell'assemblea, c'è stata una buona partecipazione di pubblico, diverse facce nuove, nuovi contatti. Abbiamo avuto parecchie manifestazioni di simpatia, che confermano la nostra convinzione che esista un vuoto della politica che va colmato.

giovedì 19 febbraio 2009

Apre il cantiere del Laboratorio per l'Alternativa

Venerdì 20 febbraio
Alle ore 21,15
Presso la Biblioteca Comunale di San Casciano


ASSEMBLEA PUBBLICA


Di presentazione del manifesto e di organizzazione del cantiere per definire il PROGRAMMA e la LISTA per le prossime elezioni.

Sono invitati all’iniziativa:

il circolo di San Casciano di RIFONDAZIONE COMUNISTA
un rappresentante della LISTA VERDE provinciale
il sen. Pancho Pardi di Italia dei Valori

giovedì 12 febbraio 2009

Costruiamo insieme un laboratorio per l'alternativa a San Casciano Val di Pesa

Vogliamo costruire un laboratorio per l'alternativa a San Casciano. Siamo delusi, come molti, troppi, della gestione della cosa pubblica che, anche da parte del centro sinistra, cura più gli interessi privati che quelli della collettività. Crediamo in un economia della sostenibilità, l'unica via, oggi, capace di risolvere la grave crisi strutturale che attraversiamo.



Chi siamo
Siamo persone di diversa estrazione e provenienza, ma tutti molto delusi dalla politica svolta dal centro sinistra.
Delusi perché non viene proposta una reale alternativa al modello economico e di sviluppo esistente, che noi avvertiamo come ingiusto, non solidale verso il resto del pianeta e insostenibile dal punto di vista ambientale.
Delusi perché queste forze dove governano gestiscono il potere con arroganza, senza capacità di ascolto della società, condizionate dai poteri economici forti in nome di una logica che dichiara interesse pubblico qualunque intrapresa economica .
Delusi perché nel nostro territorio le amministrazioni locali consentono una cementificazione del territorio ed una distruzione di quelle che sono ricchezze pubbliche di interesse collettivo, quali l’acqua pubblica, l’ambiente, il paesaggio storico, l’identità dei luoghi e la loro bellezza, la salute di tutti.
Diversi tra noi si riconoscono nelle battaglie condotte negli anni scorsi dai coordinamenti ambientalisti per la difesa del territorio, e sono stati attivi nelle vertenze più significative contro la variante Laika, contro la crescita dell’edificazione, contro l’ipotesi di inceneritore e centrale a turbogas a Testi.
Altri tra noi provengono da esperienze di associazionismo, di solidarietà, di impegno per la comunità.

Che cosa vogliamo
Una alternativa a questa politica, che faccia pulizia dell’affarismo, delle trattative condotte senza trasparenza, delle decisioni prese in luoghi non istituzionali, della falsa partecipazione fatta di assemblee nelle quale si “informa” la cittadinanza sulle scelte già prese altrove.
Una alternativa al modello di sviluppo basato sul mito della CRESCITA INFINITA, sull’idea che possiamo continuare senza limiti a consumare suolo libero, a pompare acqua dal sottosuolo, a dissipare energia, ad inquinare aria ed acqua, a costruire case e capannoni. Le risorse hanno dei limiti, e l’economia che rispetti questi limiti è proiettata nel futuro perché protegge per le generazioni future i beni fondamentali per la vita. Proponiamo il ritorno ad uno modello di vita sobria dove non manchi tutto ciò che serve ma si rifiuti tutto l’inutile che ci viene propinato, dove al posto di improbabili investimenti finanziari sia il risparmio a farci arricchire. Rifiutiamo l’idea che le merci debbano contare più dei beni reali che sono l’istruzione e la cultura, l’esistenza di relazioni umane, la vivibilità dei luoghi, il diritto ad un lavoro sicuro, la libertà e la possibilità di decidere del proprio futuro, la salubrità dell’ambiente e il diritto alla salute, il rispetto per tutte le forme del vivente, consapevoli di non essere soli su questa terra.
Una alternativa per il futuro del nostro territorio, che sia basata sullo stop al consumo di suolo, sulla agricoltura pulita e di qualità, sul turismo sostenibile, sulle energie rinnovabili, su attività produttive innovative e compatibili con la salvaguardia del nostro paesaggio, sul mantenimento insomma di una attrattiva e di una bellezza che sono qualità di vita per chi ci vive ma anche risorsa e garanzia per le future generazioni.
In particolare abbiamo già chiesto (in tutte le occasioni che ci sono state offerte) e richiediamo con forza:
Una alternativa immediata alle scelte sbagliate fatte dall'attuale amministrazione, a partire dal NO al protocollo d'intesa tra comuni e Società Sacci che individua nel Chianti un polo di energia (centrale a turbogas), trattamento rifiuti (inceneritore) e produzione del cemento (cementificio esistente). Tre attività di altissimo impatto ambientale che dovrebbero convivere nell’area di Testi, del tutto inadatta, unicamente perché gli interessi privati della società Sacci e della multinazionale dei veleni Trafigura vogliono là puntare sul business dell’incenerimento dei rifiuti e delle energie fossili, scelta sbagliata alla quale noi opponiamo una gestione alternativa e virtuosa del ciclo dei rifiuti e l’investimento sulle energie rinnovabili.
Una alternativa anche al futuro prefigurato dal Piano Strutturale, che punta su una massiccia crescita della residenza e della cementificazione del suolo, con l’obbiettivo di rilanciare l’economia a partire dalla costruzione di nuove case e di nuovi capannoni. Scelta alla quale ci opponiamo perché in una fase di decrescita demografica fare nuovi appartamenti a mercato libero vuol solo dire puntare sulla speculazione immobiliare, mentre noi crediamo in grandi incentivi alla ristrutturazione ecologica e sostenibile delle abitazioni esistenti, ad investire sul recupero delle brutte e degradate zone industriali fatte costruire nel passato, a dare risposta alle esigenze delle famiglie e dei soggetti deboli con interventi mirati e innovativi a minimo consumo di suolo.

Che cosa proponiamo
L’apertura di un cantiere, che noi chiamiamo Laboratorio per l'Alternativa, aperto a tutti i cittadini onesti e di buona volontà ed alle forze associate che si riconoscano nei pochi punti sopra citati e che costruisca dal basso un vero e proprio Programma per San Casciano ed una lista di persone capaci ed affidabili sul quale si fondi una Lista per l'Alternativa alle prossime elezioni amministrative, per far contare il punto di visto di quanti non si riconoscono in scelte amministrative sbagliate e in modi di gestire la politica da notabilato.
La nostra proposta non è isolata, iniziative analoghe stanno maturando nei Comuni vicini e nella città di Firenze, spesso nascendo da una esperienza diffusa che è quella dei comitati per la difesa del territorio, delle aggregazioni spontanee dei cittadini fuori dalle forme tradizionali della politica.
 

Far tornare le api a volare a San Casciano!

L’ape, il simbolo della nostra lista, richiama l’obiettivo di far tornare le api a volare a San Casciano. Un mondo senza api non è a misura d’uomo, è avvelenato e ostile alla vita. L’ape sarà anche il nostro modello di comportamento: le api sono laboriose, sociali, pacifiche e hanno bisogno di un ambiente pulito.

San Casciano Val di Pesa • Laboratorio per un’Altra San Casciano