L'attività del Laboratorio per un'Altra San Casciano continua nella sua
programmazione
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Dopo le dimissioni di Lucia Carlesi da consigliere comunale, l'attività del
Laboratorio per un'Altra San Casciano continua nella sua programmazione.
Sarà po...
giovedì 24 settembre 2009
lunedì 21 settembre 2009
Rifiuti: è ora di voltare pagina
Il Gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista presenta al prossimo Consiglio comunale una mozione per chiedere interventi alternativi per una gestione e smaltimento dei rifiuti che tuteli la saluti, rispetti l’ambiente, sia economicamente vantaggiosa per i cittadini.
Gli inceneritori sono impianti ormai superati e dannosi per la salute.
L’inceneritore del Chianti previsto a Testi nell’area Sacci già gravemente compromessa per la presenza del cementificio, determinerebbe un ulteriore peggioramento della qualità ambientale e sanitaria del territorio
La raccolta differenziata con il sistema a cassonetto non permette di raggiungere neanche gli obiettivi minimi di raccolta differenziata previsti dalle leggi vigenti.
Infatti il comune di San Casciano nel 2008 con il 42,72% di raccolta differenziata è al di sotto della percentuale minima prevista dalla normativa e questo comporterà un aumento dei costi per i cittadini.
In queste settimane è in discussione il nuovo Piano Interprovinciale Rifiuti, occorrono urgentemente scelte alternative. Possiamo concretamente fare a meno degli inceneritori. E non lo diciamo solo noi: nel Chianti si sono levate voci autorevoli per chiedere una svolta nella politica di gestione dei rifiuti.
Va avviata una seria campagna di riduzione a monte dei rifiuti e attivata la raccolta porta a porta secondo la strategia Rifiuti Zero: esperienze di molti comuni italiani, anche a noi vicini come Capannori, ci dimostrano che l’obiettivo “rifiuti zero” non è irrealizzabile, anzi. Si tratta di porsi il problema della produzione di rifiuti all’origine, dello sviluppo di una raccolta differenziata di qualità, della costruzione di una filiera nel trattamento dei rifiuti centrata sulla prevenzione, il riuso e il riciclo, che sviluppi l’occupazione, risani l’ambiente e abbatta i costi della tariffa.
La raccolta “porta a porta”rappresenta il primo strumento per rendere concreta questa prospettiva.
Questo sistema di raccolta dei rifiuti è vantaggioso per la comunità e per il singolo cittadino, sia sotto il profilo economico, inducendo una diminuzione dei costi e quindi una riduzione delle tariffe del servizio nei confronti degli utenti, sia per il rispetto dell’ambiente in cui viviamo e pertanto in termini di maggiori garanzie per la salute.
Si ottengono alte percentuali di raccolta differenziata di qualità, si attiva un ciclo virtuoso per riciclare e riutilizzare i materiali, quindi la frazione residua è talmente scarsa da rendere economicamente non sostenibile la gestione di un inceneritore.
Il gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista propone al Consiglio comunale di aderire alla Strategia Rifiuti Zero e chiede una revisione del Piano Rifiuti: si deve bloccare la previsione dell’inceneritore a Testi, deve partire subito la raccolta “porta a porta”, unico modo per raggiungere nei prossimi anni gli obiettivi di raccolta differenziata previsti e non penalizzare i cittadini con una tariffazione più alta.
Il gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano chiede la convocazione in tempi brevi di un consiglio comunale sul tema “Rifiuti” affinché il Sindaco e la Giunta riferiscano sui programmi e gli interventi previsti per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata e per discutere complessivamente delle strategie per una gestione virtuosa e sostenibile dei rifiuti nel comune di San Casciano e nel Chianti.
Oggi la difesa della salute, dell’aria, del suolo, dei beni comuni impone agli amministratori e ai partiti scelte politiche non più ambigue: dicano chiaramente se stanno dalla parte del sistema di incenerimento o di quello della salvaguardia ambientale, della tutela della salute e della riduzione della spesa dei cittadini.
Lucia Carlesi
Gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista
21 settembre 2009
Gli inceneritori sono impianti ormai superati e dannosi per la salute.
L’inceneritore del Chianti previsto a Testi nell’area Sacci già gravemente compromessa per la presenza del cementificio, determinerebbe un ulteriore peggioramento della qualità ambientale e sanitaria del territorio
La raccolta differenziata con il sistema a cassonetto non permette di raggiungere neanche gli obiettivi minimi di raccolta differenziata previsti dalle leggi vigenti.
Infatti il comune di San Casciano nel 2008 con il 42,72% di raccolta differenziata è al di sotto della percentuale minima prevista dalla normativa e questo comporterà un aumento dei costi per i cittadini.
In queste settimane è in discussione il nuovo Piano Interprovinciale Rifiuti, occorrono urgentemente scelte alternative. Possiamo concretamente fare a meno degli inceneritori. E non lo diciamo solo noi: nel Chianti si sono levate voci autorevoli per chiedere una svolta nella politica di gestione dei rifiuti.
Va avviata una seria campagna di riduzione a monte dei rifiuti e attivata la raccolta porta a porta secondo la strategia Rifiuti Zero: esperienze di molti comuni italiani, anche a noi vicini come Capannori, ci dimostrano che l’obiettivo “rifiuti zero” non è irrealizzabile, anzi. Si tratta di porsi il problema della produzione di rifiuti all’origine, dello sviluppo di una raccolta differenziata di qualità, della costruzione di una filiera nel trattamento dei rifiuti centrata sulla prevenzione, il riuso e il riciclo, che sviluppi l’occupazione, risani l’ambiente e abbatta i costi della tariffa.
La raccolta “porta a porta”rappresenta il primo strumento per rendere concreta questa prospettiva.
Questo sistema di raccolta dei rifiuti è vantaggioso per la comunità e per il singolo cittadino, sia sotto il profilo economico, inducendo una diminuzione dei costi e quindi una riduzione delle tariffe del servizio nei confronti degli utenti, sia per il rispetto dell’ambiente in cui viviamo e pertanto in termini di maggiori garanzie per la salute.
Si ottengono alte percentuali di raccolta differenziata di qualità, si attiva un ciclo virtuoso per riciclare e riutilizzare i materiali, quindi la frazione residua è talmente scarsa da rendere economicamente non sostenibile la gestione di un inceneritore.
Il gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista propone al Consiglio comunale di aderire alla Strategia Rifiuti Zero e chiede una revisione del Piano Rifiuti: si deve bloccare la previsione dell’inceneritore a Testi, deve partire subito la raccolta “porta a porta”, unico modo per raggiungere nei prossimi anni gli obiettivi di raccolta differenziata previsti e non penalizzare i cittadini con una tariffazione più alta.
Il gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano chiede la convocazione in tempi brevi di un consiglio comunale sul tema “Rifiuti” affinché il Sindaco e la Giunta riferiscano sui programmi e gli interventi previsti per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata e per discutere complessivamente delle strategie per una gestione virtuosa e sostenibile dei rifiuti nel comune di San Casciano e nel Chianti.
Oggi la difesa della salute, dell’aria, del suolo, dei beni comuni impone agli amministratori e ai partiti scelte politiche non più ambigue: dicano chiaramente se stanno dalla parte del sistema di incenerimento o di quello della salvaguardia ambientale, della tutela della salute e della riduzione della spesa dei cittadini.
Lucia Carlesi
Gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista
21 settembre 2009
Politiche di accoglienza ed orientamento per i cittadini stranieri presenti nel territorio comunale
MOZIONE PRESENTATA DA LABORATORIO PER UN’ALTRA SAN CASCIANO-RIFONDAZIONE COMUNISTA
Il tema dell’accoglimento dei migranti richiede l’attuazione di politiche complesse, a livello nazionale e sovranazionale. Queste politiche devono essere innanzitutto rispettose della dignità umana e dei diritti fondamentali delle persone.
La strada intrapresa dall’attuale maggioranza di governo, con la legge in tema di sicurezza recentemente approvata dal Parlamento italiano ed i respingimenti nel Mediterraneo, tende invece a comprimere i diritti individuali e ad equiparare di fatto immigrazione e criminalità, giustificando tali scelte con un’ossessione per la sicurezza e tramutando le paure che spesso si manifestano nei cittadini, specialmente in tempi di crisi come gli attuali, in rifiuto dell’altro. E’ stato introdotto il reato di immigrazione clandestina, punendo così la condizione individuale di migrante senza valido permesso di soggiorno, per il solo fatto di essere tale. Con ciò si cancellano o si riducono fortemente alcuni diritti fondamentali: il diritto a sposarsi ed avere una famiglia ed un’abitazione, il diritto alla salute, all’istruzione, al riconoscimento ed all’educazione dei figli.
Le tante critiche internazionali (l’Alto Commissariato ONU per i diritti umani, l’Agenzia per i Rifugiati UNHCR dell’ONU, l’Unione Europea, il Pontificio Consiglio dei Migranti) confermano che quello del governo italiano è un approccio ristretto e limitato, fondato su politiche di immigrazione più severe, su controlli alle frontiere, su respingimenti indiscriminati, mentre vengono tagliati i fondi per la cooperazione internazionale a favore dei paesi da cui proviene una buona parte dei migranti.
Il Gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista ritiene che invece si debbano favorire l’accoglienza dei cittadini stranieri (regolari ed irregolari), il loro inserimento e la loro inclusione nel tessuto sociale e lavorativo, con l’obiettivo di costruire un modello civile di convivenza partecipata, senza forme di discriminazione.
A tale scopo il Gruppo chiede al Sindaco ed alla Giunta di San Casciano di sostenere iniziative pubbliche di incontro, di dialogo, di scambio e formazione culturali e professionali e di realizzare una rete di sportelli informativi, rivolta ai migranti, accessibile anche a stranieri privi di valido permesso di soggiorno, per diffondere e facilitare la conoscenza di base di aspetti igienico-sanitari, di legislazione del lavoro e delle condizioni di sicurezza per lo stesso, di formazione scolastica e professionale.
E’ importante che la rete sia diffusa sul territorio comunale, in modo da venire incontro a chi ha difficoltà a muoversi: per non appesantire i costi di gestione si propongono aperture degli sportelli in giorni ed orari diversificati. L’attività di questi sportelli comunali deve servire a garantire i diritti di cittadinanza sociale, indicati dalla legge della Regione Toscana n. 29 dell’8 giugno 2009. Il Gruppo richiede inoltre che venga potenziata la disponibilità e l’offerta del Comune di S. Casciano all’interno dei programmi nazionali dedicati alla tutela, all’accoglienza ed all’integrazione sociale di migranti che chiedano asilo politico e che hanno lasciato il paese di origine per guerre e conflitti etnici o perché perseguitati per motivi politici, ideologici o religiosi.
Lucia Carlesi
Gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista
21 settembre 2009
Le ceneri del gassificatore di Testi
Il gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista presenta al prossimo Consiglio Comunale una mozione per avere esaurienti risposte riguardo alle ceneri del gassificatore di Testi.
L’area di Testi vede la presenza di un gassificatore per lo smaltimento dei rifiuti, realizzato negli anni ’90, fermo dal 2001; in realtà anche negli anni in cui è stato attivo è stato un vero fallimento e rappresenta un caso emblematico di spreco di denaro pubblico e evidente incapacità di gestire impianti complessi con alto impatto negativo sulla salute dei cittadini e sull’ambiente.
Nello scorso luglio la Provincia di Firenze ha rilasciato autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di una centrale turbogas per la produzione di energia elettrica da 50 Mw alimentata a metano; l’impianto, proposto dalla società Volta srl verrà realizzato nell’area del cementificio Sacci, praticamente vicino al gassificatore.
Secondo la documentazione di studio di impatto ambientale presentata dal proponente la prima conseguenza del via ai lavori per la centrale a turbogas sarà quella di vedere la demolizione di alcuni silos che contengono ancora le ceneri del gassificatore, accumulate negli anni. Si tende a voler far passare la bonifica delle ceneri come una "contropartita ambientale" a favore della comunità locale.
La realtà ci sembra ben diversa: i volumi che verranno demoliti sono presumibilmente contaminati dalle ceneri che vi sono contenute e verranno riutilizzati, opportunamente frantumati, come sottofondazione o massicciata per la futura centrale: si tratterebbe allora di una “bonifica” impropria con grave rischio di contaminazione di suolo e falde.
Inoltre nei documenti successivi allo studio di impatto ambientale non si ritrova più traccia dello smaltimento delle ceneri che in realtà rappresentano un materiale altamente tossico perché proveniente dalla combustione di rifiuti.
Tutti i comuni prossimi all’area saranno comunque coinvolti dalle ricadute negative delle scelte impiantistiche previste in valle della Greve, sia dal punto di vista medico-sanitario sia dal punto di vista ambientale e sociale. Dal che deriva l’impegno alla vigilanza e alla attenzione per ciò che accade in tale area da parte di tutte le amministrazioni locali coinvolte.
Per questo si chiede all’Amministrazione di San Casciano di dare risposte chiare ed esaustive:
1.Sono già iniziate le operazioni di bonifica dei silos? E se sì, chi ha certificato la composizione delle ceneri, e quali sono i risultati delle analisi?
2.Se la bonifica è iniziata, chi la attua e in quale luogo vengono smaltite le ceneri?
3.Sono già iniziate le demolizioni? Se sì, qualcuno ha analizzato le scorie del silos contenenti le ceneri?
Su temi così importanti come la tutela della salute e del territorio, i cittadini hanno diritto ad avere un’informazione corretta e risposte esaurienti.
Lucia Carlesi
Gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano - Rifondazione Comunista
21 settembre 2009
L’area di Testi vede la presenza di un gassificatore per lo smaltimento dei rifiuti, realizzato negli anni ’90, fermo dal 2001; in realtà anche negli anni in cui è stato attivo è stato un vero fallimento e rappresenta un caso emblematico di spreco di denaro pubblico e evidente incapacità di gestire impianti complessi con alto impatto negativo sulla salute dei cittadini e sull’ambiente.
Nello scorso luglio la Provincia di Firenze ha rilasciato autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di una centrale turbogas per la produzione di energia elettrica da 50 Mw alimentata a metano; l’impianto, proposto dalla società Volta srl verrà realizzato nell’area del cementificio Sacci, praticamente vicino al gassificatore.
Secondo la documentazione di studio di impatto ambientale presentata dal proponente la prima conseguenza del via ai lavori per la centrale a turbogas sarà quella di vedere la demolizione di alcuni silos che contengono ancora le ceneri del gassificatore, accumulate negli anni. Si tende a voler far passare la bonifica delle ceneri come una "contropartita ambientale" a favore della comunità locale.
La realtà ci sembra ben diversa: i volumi che verranno demoliti sono presumibilmente contaminati dalle ceneri che vi sono contenute e verranno riutilizzati, opportunamente frantumati, come sottofondazione o massicciata per la futura centrale: si tratterebbe allora di una “bonifica” impropria con grave rischio di contaminazione di suolo e falde.
Inoltre nei documenti successivi allo studio di impatto ambientale non si ritrova più traccia dello smaltimento delle ceneri che in realtà rappresentano un materiale altamente tossico perché proveniente dalla combustione di rifiuti.
Tutti i comuni prossimi all’area saranno comunque coinvolti dalle ricadute negative delle scelte impiantistiche previste in valle della Greve, sia dal punto di vista medico-sanitario sia dal punto di vista ambientale e sociale. Dal che deriva l’impegno alla vigilanza e alla attenzione per ciò che accade in tale area da parte di tutte le amministrazioni locali coinvolte.
Per questo si chiede all’Amministrazione di San Casciano di dare risposte chiare ed esaustive:
1.Sono già iniziate le operazioni di bonifica dei silos? E se sì, chi ha certificato la composizione delle ceneri, e quali sono i risultati delle analisi?
2.Se la bonifica è iniziata, chi la attua e in quale luogo vengono smaltite le ceneri?
3.Sono già iniziate le demolizioni? Se sì, qualcuno ha analizzato le scorie del silos contenenti le ceneri?
Su temi così importanti come la tutela della salute e del territorio, i cittadini hanno diritto ad avere un’informazione corretta e risposte esaurienti.
Lucia Carlesi
Gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano - Rifondazione Comunista
21 settembre 2009
domenica 20 settembre 2009
Laika: dopo aver ottenuto la variante su misura la multinazionale Hymer riduce l’occupazione e batte cassa ai finanziamenti pubblici?
Il Gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista presenta al prossimo Consiglio comunale una domanda di attualità per chiedere chiarimenti sulle notizie apparse in luglio sulla stampa, secondo la quale LAIKA srl avrebbe chiesto nuove varianti di progetto, rinviando i tempi della realizzazione dell’industria.
La crisi del settore della camperistica connessa alla più generale crisi economica ha sicuramente modificato i presupposti e le analisi a suo tempo portati a giustificazione di questa operazione immobiliare, anche se l’azienda non lo vuole ammettere pubblicamente.
La situazione determinatasi a seguito della concessione in data 23 dicembre 2008 del permesso a costruire alla società LAIKA srl, alla quale ad oggi non risulta essere seguito alcun intervento o azione da parte della società è paradossale.
Colpisce la scarsa chiarezza e informazione esistenti presso l’opinione pubblica sulla reale situazione economica e imprenditoriale della società, per cui si sa del ricorso a Cassa Integrazione, a prepensionamenti, etc. ma non si hanno dati ufficiali e certi su tale situazione dell’occupazione, disegnata peraltro in maniera rosea in tutti gli atti ufficiali dell’azienda stessa.
In questo quadro si inserisce la notizia pubblicata dalla rivista Metropoli in data 31 luglio 2009 dalla quale si evincerebbe che l’azienda sembra intenzionata a richiedere una variante al progetto e a vincolare l’attuazione dell’intervento al reperimento di finanziamenti pubblici a fondo perduto, il tutto nell’assenza di informative o prese di posizione della amministrazione comunale in merito.
PERCIÒ SI CHIEDE ALLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Di informare il consiglio sulla reale situazione occupazionale di LAIKA srl alla data odierna, ossia quanti sono i dipendenti (operai, impiegati, dirigenti, interinali), e quanti di questi sono in mobilità o in Cassa Integrazione; ciò al fine di verificare la attendibilità delle ulteriori pretese che l’impresa sembra intenzionata ad avanzare.
Di informare altresì sulla esistenza o meno di contatti con la azienda da parte dei competenti uffici tesi alla determinazione di nuovi parametri della edificazioni o di nuove specifiche tecniche utili, visto che le notizie stampa parlano di un nuovo percorso autorizzativo già intrapreso.
Di informare infine il consiglio su quali siano gli atti o le determinazioni sulla base dei quali si dovrebbe favorire di nuovo questa impresa che non ha garantito e non garantisce niente dal punto di vista dei livelli occupazionali e su quali strumenti si pensi eventualmente di approntare (modifiche della convenzione o che altro) per garantire da eventuali ulteriori ripercussioni negative la forza lavoro attualmente impiegata, atteso che nella convenzione siglata con l’impresa non vi è neanche una parola in merito.
Lucia Carlesi
Gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista
21 settembre 2009
La crisi del settore della camperistica connessa alla più generale crisi economica ha sicuramente modificato i presupposti e le analisi a suo tempo portati a giustificazione di questa operazione immobiliare, anche se l’azienda non lo vuole ammettere pubblicamente.
La situazione determinatasi a seguito della concessione in data 23 dicembre 2008 del permesso a costruire alla società LAIKA srl, alla quale ad oggi non risulta essere seguito alcun intervento o azione da parte della società è paradossale.
Colpisce la scarsa chiarezza e informazione esistenti presso l’opinione pubblica sulla reale situazione economica e imprenditoriale della società, per cui si sa del ricorso a Cassa Integrazione, a prepensionamenti, etc. ma non si hanno dati ufficiali e certi su tale situazione dell’occupazione, disegnata peraltro in maniera rosea in tutti gli atti ufficiali dell’azienda stessa.
In questo quadro si inserisce la notizia pubblicata dalla rivista Metropoli in data 31 luglio 2009 dalla quale si evincerebbe che l’azienda sembra intenzionata a richiedere una variante al progetto e a vincolare l’attuazione dell’intervento al reperimento di finanziamenti pubblici a fondo perduto, il tutto nell’assenza di informative o prese di posizione della amministrazione comunale in merito.
PERCIÒ SI CHIEDE ALLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Di informare il consiglio sulla reale situazione occupazionale di LAIKA srl alla data odierna, ossia quanti sono i dipendenti (operai, impiegati, dirigenti, interinali), e quanti di questi sono in mobilità o in Cassa Integrazione; ciò al fine di verificare la attendibilità delle ulteriori pretese che l’impresa sembra intenzionata ad avanzare.
Di informare altresì sulla esistenza o meno di contatti con la azienda da parte dei competenti uffici tesi alla determinazione di nuovi parametri della edificazioni o di nuove specifiche tecniche utili, visto che le notizie stampa parlano di un nuovo percorso autorizzativo già intrapreso.
Di informare infine il consiglio su quali siano gli atti o le determinazioni sulla base dei quali si dovrebbe favorire di nuovo questa impresa che non ha garantito e non garantisce niente dal punto di vista dei livelli occupazionali e su quali strumenti si pensi eventualmente di approntare (modifiche della convenzione o che altro) per garantire da eventuali ulteriori ripercussioni negative la forza lavoro attualmente impiegata, atteso che nella convenzione siglata con l’impresa non vi è neanche una parola in merito.
Lucia Carlesi
Gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista
21 settembre 2009
giovedì 17 settembre 2009
Mozione in consiglio contro il nucleare
No al Nucleare
Durante la seduta del Consiglio comunale del 29 luglio il Gruppo Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista ha presentato una mozione al fine di dichiarare la contrarietà del comune di San Casciano ad individuare sul proprio territorio siti idonei per l’attivazione di centrali nucleari e per lo stoccaggio di scorie radioattive.
La mozione ha preso spunto dalla decisione del Governo nazionale di ritornare alla scelta del nucleare per la produzione di energia elettrica.
martedì 15 settembre 2009
ACQUA: IL GRANDE RIFIUTO
Proprio stamattina ricevo questo appello di Alex Zanottelli sull'acqua.
ACQUA:IL GRANDE RIFIUTO
Non avrei mai immaginato che il paese di Francesco d’ Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato nelle sue Laudi la bellezza di “sorella acqua” diventasse la prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua! Giorni fa abbiamo avuto l’ultimo tassello che porterà necessariamente alla privatizzazione dell’acqua.
Il Consiglio dei Ministri , infatti, ha approvato il 9/09/2009 delle “Modifiche” all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 . Queste “Modifiche” sono inserite come articolo 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Una prima parte di queste Modifiche riguardano gli affidamenti dei servizi pubblici locali , come gas, trasporti pubblici e rifiuti. Le vie ordinarie- così afferma il Decreto- di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è l’affidamento degli stessi, attraverso gara, a società miste, il cui socio privato deve essere scelto attraverso gara, deve possedere non meno del 40% ed essere socio” industriale”. In poche parole questo vuol dire la fine delle gestioni attraverso SPA in house e della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SPA quotate in borsa.
Questo decreto è frutto dell’accordo tra il Ministro degli Affari Regionali, Fitto e il Ministro Calderoli. E questo grazie anche alla pressione di Confindustria per la quale in tempo di crisi, i servizi pubblici locali devono diventare fonte di guadagno.
E’ la vittoria del mercato, della merce, del profitto. Cosa resta ormai di comune nei nostri Comuni?E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni ,oggi, portata avanti brillantemente dalla destra .A farne le spese è sorella acqua .Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo( in milioni di morti per sete!)
Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti!Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione del Papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che l’”accesso all’acqua” è” diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni”.Tutto questo è legato al “diritto primario della vita”.La gestione dell’acqua per il nostro Governo è assimilabile a quella dei rifiuti! Che vergogna! Non avrei mai pensato che la politica potesse diventare a tal punto il paladino dei potentati economico-finanziari. E’ la morte della politica!
Per cui chiedo a tutti di:
-protestare contro questa decisione del governo tramite interlocuzioni con i parlamentari, invio di e.mail ai vari ministeri…
-chiedere ai parlamentari che venga discussa in Parlamento la Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua, che ha avuto oltre 400mila firme e ora ‘dorme’ nella Commissione Ambiente della Camera;
-chiedere con insistenza alle forze politiche di opposizione che dicano la loro posizione sulla gestione dell’acqua e su queste Modifiche alla 23 bis;
-premere a livello locale perché si convochino consigli comunali monotematici per dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”;
-ed infine premere sui propri consigli comunali perché facciano la scelta dell’Azienda Pubblica Speciale a totale capitale pubblico: è l’unica strada che ci rimane per salvare l’acqua.
Sarà solo partendo dal basso che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia.
E’ in ballo la Vita perché l’Acqua è Vita.
Alex Zanotelli
Questo decreto è frutto dell’accordo tra il Ministro degli Affari Regionali, Fitto e il Ministro Calderoli. E questo grazie anche alla pressione di Confindustria per la quale in tempo di crisi, i servizi pubblici locali devono diventare fonte di guadagno.
E’ la vittoria del mercato, della merce, del profitto. Cosa resta ormai di comune nei nostri Comuni?E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni ,oggi, portata avanti brillantemente dalla destra .A farne le spese è sorella acqua .Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo( in milioni di morti per sete!)
Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti!Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione del Papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che l’”accesso all’acqua” è” diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni”.Tutto questo è legato al “diritto primario della vita”.La gestione dell’acqua per il nostro Governo è assimilabile a quella dei rifiuti! Che vergogna! Non avrei mai pensato che la politica potesse diventare a tal punto il paladino dei potentati economico-finanziari. E’ la morte della politica!
Per cui chiedo a tutti di:
-protestare contro questa decisione del governo tramite interlocuzioni con i parlamentari, invio di e.mail ai vari ministeri…
-chiedere ai parlamentari che venga discussa in Parlamento la Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua, che ha avuto oltre 400mila firme e ora ‘dorme’ nella Commissione Ambiente della Camera;
-chiedere con insistenza alle forze politiche di opposizione che dicano la loro posizione sulla gestione dell’acqua e su queste Modifiche alla 23 bis;
-premere a livello locale perché si convochino consigli comunali monotematici per dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”;
-ed infine premere sui propri consigli comunali perché facciano la scelta dell’Azienda Pubblica Speciale a totale capitale pubblico: è l’unica strada che ci rimane per salvare l’acqua.
Sarà solo partendo dal basso che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia.
E’ in ballo la Vita perché l’Acqua è Vita.
Alex Zanotelli
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