venerdì 5 marzo 2010

L’ITALIA CONDANNATA DALL’EUROPA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

Dalla Campania 
L’Italia ha violato le direttive europee in materia di smaltimento dei rifiuti e le autorità competenti “hanno messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all'ambiente” . 
Questo ha sentenziato la Corte di Giustizia Europea. 
Ecco il testo del comunicato stampa del Comitato No inceneritore Acerra. 

E’ grande la nostra soddisfazione. L’imbroglio perpetrato in questi anni sulla pelle dei cittadini campani comincia ad emergere. L’Italia ha violato le direttive europee in materia di smaltimento dei rifiuti e le autorità competenti “hanno messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all'ambiente”.
Questo ha sentenziato la Corte di giustizia Europea in tal modo riconoscendo le ragioni di chi non ha mai smesso di urlare la propria indignazione rispetto alle scelte scellerate perpetrate in questi anni. Non abbiamo mai smesso di denunciare come, in nome di un’emergenza senza fine, si continuassero ad eludere normative nazionali ed europee a tutela della salute e a salvaguardia dell’ambiente. In Europa ci hanno ascoltato più volte negli ultimi mesi, hanno ascoltato la voce dei comitati, dei movimenti, dei cittadini, prestato attenzione alle nostre denunce. Non è stato così in Italia ed in Campania dove i Governi di destra e di sinistra succedutesi in questi anni hanno preferito assecondare i colossali affari di imprese senza scrupoli. La preoccupazione è che questi affari oggi non sono finiti. La Campania, crocevia di traffici illeciti di rifiuti di ogni genere, con discariche di rifiuti tossici e pericolosi sul proprio territorio, continua ad essere priva di un piano adeguato e trasparente che le consenta di uscire dalla Emergenza, cosi come richiesto dalle istituzioni europee. Quale politica di riduzione dei rifiuti e riuso dei materiali è stata messa in campo in questi anni? Dove è finita la raccolta differenziata? Dove sono gli impianti di compostaggio? Solo discariche ed inceneritori per consentire ai furbetti di turno di continuare a fare i loro affari, questa la realtà. Ed a pagare sono sempre e soltanto i cittadini con la loro salute e le loro tasche come previsto dall’ultimo decreto in materia! L’inceneritore di Acerra rappresenta l’emblema e la ragione di questo affare. Completato grazie ai finanziamenti pubblici, ancora in fase di collaudo, spento e riacceso in continuazione, non garantisce nessuno, brucia rifiuti indifferenziati in deroga alla valutazione di impatto ambientale consentendo intanto alla Fibe, ancora proprietaria dell’impianto sebbene sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, di guadagnare due milioni e mezzo di euro al mese. La sentenza della Corte di Giustizia è un primo importante risultato che ci da la forza ed il coraggio di continuare a fare come sempre la nostra parte. L’auspicio è che l’Europa continui fare chiarezza, a monitorare quanto avviene in Campania, soprattutto alla luce dell’assenza di ogni dato che dimostri una solida programmazione conforme alle direttive Europee, una adeguata rete di infrastrutture e la rendicontazione reale e documentata di come vengono spesi i soldi dei cittadini. Noi continueremo a fare la nostra battaglia per Rifiuti Zero, per un moderno e possibile piano di smaltimento dei rifiuti senza discariche ed inceneritori.
Avv. Tommaso Esposito

venerdì 26 febbraio 2010

1° marzo 2010: una giornata senza di noi


Il Gruppo Laboratorio per un'altra San Casciano-Rifondazione Comunistaaderisce alla giornata di sciopero e di mobilitazione dei migranti del 1° marzo 2010.

Contro ogni forma di discriminazione e di negazione dei diritti dei migranti:
no al razzismo
sì alla civile convivenza
per il rispetto dei diritti economici, politici e sociali di tutti
per l'affermazione della dignità di tutti


Ulteriori informazioni: www.primomarzo2010.it
Stranieri non tanto dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l'Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.
Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?
Primo marzo 2010 si propone di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.Questo movimento nasce meticcio e riunisce al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli. Si collega e si ispira La journée sans immigrés: 24h sans nou, il movimento che in Francia sta organizzando uno sciopero degli immigrati per il 1 marzo 2010. Qui potete leggere il manifesto programmatico.

1° marzo 2010: una giornata senza di noi


Il Gruppo Laboratorio per un'altra San Casciano-Rifondazione Comunista
aderisce alla giornata di sciopero e di mobilitazione dei migranti del 1° marzo 2010.
 
Contro ogni forma di discriminazione e di negazione dei diritti dei migranti:
no al razzismo
sì alla civile convivenza
per il rispetto dei diritti economici, politici e sociali di tutti
per l'affermazione della dignità di tutti



Ulteriori informazioni: www.primomarzo2010.it

lunedì 15 febbraio 2010

SIT IN REGIONALE A FIRENZE, PER RIFIUTI ZERO, PER LA CHIUSURA DEGLI INCENERITORI, IL BLOCCO DELLA COSTRUZIONE DI QUELLI PREVISTI

20 FEBBRAIO 2010
COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLA PIANA FI-PO-PT www.noinceneritori.org COORDINAMENTO RIFIUTI ZERO TOSCANA COSTA http://www.rifiutizero.org/
I Comitati che lottano per l’obiettivo Rifiuti Zero e per le alternative a tutte le forme di incenerimento dei rifiuti considerando i gravi danni alla salute e all’ambiente provocati dagli inceneritori e le alternative già attuate e praticabili
CHIEDONO
La chiusura immediata dell’inceneritore di Montale e di tutti gli impianti di incenerimento e di combustione dei rifiuti attivi in Toscana
Il blocco delle procedure per la realizzazione di impianti di incenerimento e di combustione di biomasse e CDR previsti
La messa in atto da subito delle alternative all’incenerimento che tutelano la salute dei cittadini e l’occupazione ed evitano lo spreco delle risorse ambientali, come già accade in molte parti d’Italia e d’Europa
Il rispetto da parte della Regione degli obiettivi di raccolta differenziata del 65% entro il 2012 e di riduzione del 15% della produzione di rifiuti, per i quali è stata finora inadempiente
 L’immediata cessazione dello spreco di soldi pubblici nella costruzione di impianti finalizzati solo a finanziare lobby private e a incassare gli incentivi statali (Cip6) ai danni dei cittadini.
PER QUESTO INDICONO UN PRESIDIO SABATO 20 FEBBRAIO 2010 ORE 15 - 17
IN VIA CAVOUR A FIRENZE DAVANTI ALLA SEDE DELLA REGIONE TOSCANA.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare

mercoledì 10 febbraio 2010

Il Laboratorio contro le privatizzazioni


Con questa iniziativa si da il via alla campagna promossa dal Laboratorio per un'altra San Casciano contro la privatizzazione dei servizi pubblici.
Iniziamo a parlare dell'acqua, un elemento naturale necessario alla vita la cui disponibilità deve essere garantita alla comunità dal servizio pubblico.
Il 18 febbraio alle ore 21 alla Biblioteca comunale di San Casciano si parlerà di come la privatizzazione dell'acqua in alcune città, compresa Firenze, sia stata fallimentare e poco conveniente per le tasche dei cittadini.
Partecipate numerosi e diffondete ai vostri amici!!

martedì 9 febbraio 2010

ACQUA TRA STATO E MERCATO



ACQUA TRA STATO E MERCATO
Riflessioni sulla privatizzazione dei servizi pubblici

Cosa significa "privatizzare" l'acqua?
Si tratta di una necessità o di una scelta politica?
Quali sono le conseguenze per le istituzioni democratiche e il sistema politico ed economico locale?
Chi, come e perchè adotta modelli di "governo attraverso SpA"?

Ne discutiamo insieme


GIOVEDI 18 FEBBRAIO 2010 ORE 21
Biblioteca comunale di San Casciano Val di Pesa

Via Roma, 37

I casi di Firenze, Roma, Berlino e Postdam ci aiutano a riflettere sulruolo della politica e sulla necessità di porre i temi del potere edelle istituzionialcentro del dibattito sulle riforme.


Introduce:
ANTONELLA BUCCIANTI
Laboratorio per un'Altra San Casciano

Interviene:
DR.GIULIO CITRONI
Università degli Studi di Firenze

Organizzato dal Laboratorio per un'Altra San Casciano, questa iniziativa apre la campagna del Laboratorio per un'Altra San Casciano contro le privatizzazioni, che durerà fino a maggio.

domenica 7 febbraio 2010

SEDUTA CONGIUNTA APERTA DEI CONSIGLI COMUNALI DI TAVARNELLE VAL DI PESA, BARBERINO VAL DI PESA E SAN CASCIANO VAL DI PESA

 Mi sembra utile riportarvi il mio intervento in occasione della seduta straordinaria e aperta dei consigli comunali di Tavarnelle, Barberino e San Casciano sul tema della crisi economica che si è tenuta lo scorso venerdi 5 febbraio a Sambuca.

"La grave crisi che stiamo attraversando ricade in primo luogo sui lavoratori, precari, pensionati e su un numero crescente di persone che perdono il lavoro. La crisi è strutturale, ed è al contempo globale, è una crisi finanziaria che si lega ad una crisi ambientale ed energetica.

Il sistema economico vacilla e manifesta sempre più la sua insostenibilità e inadeguatezza. Questo può e deve essere il momento per ripensare complessivamente il modello di società e di benessere. Finora la nostra economia, e l'economia globale, ha avuto come unici punti di riferimento l'accumulazione di ricchezze a beneficio di pochi e il consumo di risorse. Esiste una significativa analogia fra i guasti ambientali e i guasti morali dell'economia. Per uscire dalla crisi occorrono scelte che vadano a definire un nuovo modello economico fondato su sostenibilità ambientale ed equa ripartizione delle risorse, su salvaguardia del paesaggio e della salute collettiva, su energie rinnovabili e mobilità sostenibile.
Il “prodotto interno lordo” non può essere l'unico indicatore del nostro benessere; questo non è un concetto rivoluzionario, ma un'affermazione di un democratico come Bob Kennedy in un celebre discorso di ben quaranta anni fa.

D'altra parte occorrono risposte concrete e convincenti per superare questo momento.

Il governo nazionale non propone una politica economica in grado di fronteggiare la crisi e impedire che chi alla fine paga siano come sempre i ceti più deboli.

Nel momento in cui il pacchetto clima-energia dell'UE fissa al 2020 gli obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni di CO2 attraverso le energie rinnovabili, l'efficienza energetica e il risparmio dei consumi, si dovrebbe investire per il raggiungimento di tali obiettivi. Invece vediamo nel dibattito politico e nelle scelte conseguenti l'affermarsi di proposte vecchie e dannose, dal nucleare, allo schema delle grandi opere, ad un'ulteriore cementificazione del territorio.

Invece la crisi economica e climatica deve tradursi in opportunità; si investa nelle tecnologie pulite, nella tutela del territorio e nella sicurezza del lavoro.

Il futuro, come dimostrano le scelte di molti paesi del mondo avanzato è legato alla “Green Economy” che incrocia praticamente tutti i settori economici. Si parla di 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro da qui al 2020 nelle nuove professioni legate alla sostenibilità ambientale. Puntiamo su questo se vogliamo dare nuove opportunità di crescita all'occupazione e lavoro qualificato per i nostri figli.

A livello locale il ruolo delle Amministrazioni è importante. Nell'immediato, nonostante le difficoltà finanziarie, è necessario fornire sostegni diretti a chi sta perdendo il lavoro, con la riduzione delle tariffe degli asili nido, assistenza domiciliare, bollette dell'acqua e dei rifiuti, agevolazioni per i trasporti pubblici. Si può pensare di istituire un fondo sociale per l'emergenza, con sussidi e microprestiti per i più colpiti dalla crisi.

Ma il ruolo dell'Amministrazione locale è determinante soprattutto attraverso la pianificazione della gestione del territorio e dei servizi pubblici locali. Proprio attraverso questi strumenti si dovrebbe affermare la volontà concreta di favorire un cambiamento sociale ed economico che deve essere garanzia del rispetto dei diritti del lavoro, difesa della salute, difesa dei beni comuni.

Nel nostro territorio anche il modello della piccola impresa mostra i segni di questa crisi globale, non ci sono isole felici e oggi si impone di ragionare in modo diverso sul futuro.

Alcuni casi emblematici sul nostro territorio ci parlano di questa crisi (La Signoria, la camperistica, etc.) ma questi casi non sono isolati e si legano ad una dismissione nel passato recente e lontano di molte altre attività produttive, che hanno lasciato sul territorio contenitori edilizi poi oggetto di riconversioni urbanistiche e di grandi affari immobiliari visti dalle nostre Amministrazioni come la soluzione per far muovere l'economia locale. Questo modello, che coniuga deindustrializzazione e speculazione edilizia, è ormai alle corde, anche in ragione della crisi immobiliare, e dobbiamo uscire pure dalla illusione che sia l'”edilizia”, la cementificazione continua del territorio, la soluzione dei nostri mali: avremo solo distruzione dell'ambiente e posti di lavoro non qualificati ed effimeri.

Il territorio è la nostra prima risorsa. Puntare sulla riconversione sostenibile dell'edificato esistente può creare grandi occasioni per manifatture e piccole aziende locali (isolamento termico, risparmio idrico, illuminotecnica, fonti rinnovabili su piccola scala, etc.); ugualmente, puntare su una agricoltura e su un turismo sostenibile è una scommessa vincente per creare posti di lavoro nell'indotto legato alle trasformazioni dell'alimentare, ai servizi all'agricoltura e al turismo. Questa è una proposta di “green economy”. Non si fa invece “green economy” quando le Amministrazioni scelgono di costruire inceneritori e bruciare rifiuti o quando si condivide una pianificazione industriale di area che prevede oltre ad un inceneritore una centrale turbogas da 50 Mw. Ancora, non si difendono i beni comuni e non si tutelano i cittadini quando di sceglie la privatizzazione dei servizi locali, in primo luogo acqua e rifiuti.

Noi scegliamo la strada dell'innovazione e del cambiamento, per promuovere un'economia equa, sostenibile e solidale, capace di garantire a tutti un'esistenza dignitosa nel rispetto del pianeta, ricercando una riconversione ecologica dell'economia a scala locale, favorendo l'insediamento e la creazione di nuove imprese in settori che saranno sempre più strategici per il futuro.

A proposito del caso Laika (che ha fatto da sottofondo a tutta la serata del 5 febbraio).
Il dilemma non è tra ambiente e lavoro, nessuno ha mai messo in discussione la presenza di quest'azienda sul nostro territorio. E' stata contestata un'operazione urbanistica con la quale sono stati difesi gli interessi immobiliari dei privati e non l'interesse della collettività, tanto meno sono stati tutelati i lavoratori.

Non è svendendo il territorio e costruendo nuovi capannoni che si salvaguardano i posti di lavoro, Laika è un caso emblematico. La crisi avanza, il nuovo capannone di Ponterotto avrebbe potuto già essere realizzato da oltre un anno, avendo l'impresa tutti i permessi, ma guarda caso i lavori non sono ancora iniziati. Il gruppo Hymer attraversa una grave crisi a livello mondiale: -28% di fatturato, con una perdita di oltre 40 milioni di euro, oltre 600 dipendenti licenziati, di cui 190 fanno parte della Hymer France che dichiara fallimento e delocalizza. Anche la sede di Tavarnelle non fa eccezione: venti settimane di cassa integrazione, prepensionamenti facilitati, disdetta dei contratti interinali, calo del fatturato intorno al 10%. Chiediamoci come le amministrazioni possano e debbano agire per promuovere realmente una riconversione ecologica dell'economia locale per dare nuove opportunità di crescita all'occupazione.

Lucia Carlesi
Laboratorio per un'altra San Casciano-Rifondazione Comunista
 

Far tornare le api a volare a San Casciano!

L’ape, il simbolo della nostra lista, richiama l’obiettivo di far tornare le api a volare a San Casciano. Un mondo senza api non è a misura d’uomo, è avvelenato e ostile alla vita. L’ape sarà anche il nostro modello di comportamento: le api sono laboriose, sociali, pacifiche e hanno bisogno di un ambiente pulito.

San Casciano Val di Pesa • Laboratorio per un’Altra San Casciano