giovedì 1 marzo 2007

Caso Laika, per gli ambientalisti è 'speculazione immobiliare'

Greenreport, 01/03/2007

SAN CASCIANO (Firenze). Ieri il consiglio comunale di San Casciano ha approvato a maggioranza la variante Laika. Una decisione annunciata da tempo, nonostante la lunga battaglia delle associazioni ambientaliste che anche in quest’ultimo atto istituzionale segnalano le ennesime sorprese negative da parte dell’azienda.

«All’azienda era stata richiesta la visione del tanto propagandato piano industriale di Laika – si legge nella nota a firma di Legambiente “Il Passignano”, Wwf sezione Firenze, Italia Nostra, Ascta, Amat, fondazione per la tutela del chianti classico - che dovrebbe garantire i benefici sull’occupazione derivanti da questa cementificazione. L’azienda ha risposto con arroganza che di dati ne sono stati forniti sin troppi e che comunque si manterrà fede agli impegni presi, non si sa dove e non si sa con chi, visto che nessuno ha mai dichiarato pubblicamente quanti addetti resteranno alla Laika dopo la costruzione del nuovo insediamento».

I dati fino forniti finora all’opinione pubblica dall’azienda sono quantomeno contraddittori: Laika spa dichiara crescita costante dell’occupazione e invece da 4 anni perde costantemente addetti (da 250 a 233 nel 2006), dichiara aumento costante della produzione e invece nell’ ultimo anno perde fatturato e quote di mercato (dimezzata nel 2006 la vendita di Motorhome, quasi 10 milioni di euro in meno).

Il sospetto secondo gli ambientalisti è che al di là dell’impatto ambientale «questa operazione nasconde una speculazione immobiliare; Laika sfrutterà la rendita di posizione derivante dal paesaggio nel quale si inserisce per “costruire” una immagine sul mercato accattivante e di prestigio ai propri caravan, e capitalizzerà al contempo gli introiti della vendita dei propri capannoni a Sambuca, dove peraltro il comune di Tavarnelle aveva previsto 15 ettari di nuova espansione».

domenica 28 gennaio 2007

Rischio di casi Laika più che Monticchiello

La Repubblica, 28 Gennaio 2007

LEGAMBIENTE Cauto sì al Pit, a differenza di Italia Nostra e WWF

Tutela e avviso reddito, non rendita

'Rischiamo più casi Laika che casi Monticchiello'. Quasi una battuta quella del direttore di Legambiente toscana Fausto Ferruzza. Una battuta con un grande potere evocativo però a proposito di quello che Legambiente pensa delle nuove norme urbanistiche del 'Pit', il piano d'indirizzo territoriale che il governo regionale porterà sui banchi del 'parlamentino' toscano entro l'estate. Per mesi e mesi Ferruzza, assieme a Roberto Cecchi dell'Associazione Ambiente e lavoro, ha partecipato alla elaborazione del Pit. Proposte, richieste di modifiche, dibattiti: 'E se nelle prime bozze il Pit era più 'sviluppista', il risultato ora è che abbiamo un testo condivisibile, innovativo in molte parti', dicono Ferruzza e Cecchi.

Un giudizio favorevole che si stacca da quello di Italia Nostra e Wwf, che hanno scelto di ritirarsi dal tavolo della concertazione regionale. Un giudizio che divide il mondo ambientalista toscano: 'Con l'accordo raggiunto col ministro dei beni culturali Rutelli si è anche aggiunto il tassello mancante della tutela del paesaggio'. E sommato alle innovazioni del Pit, all'esame di 'contabilità ambientale' per i singoli interventi, secondo Ferruzza e Cecchi, la normativa che è venuta fuori è di sicuro 'avanzata'.

Una polizza d'assicurazione contro i casi Monticchiello? 'Non esistono polizze contro la speculazione, non possono esistere norme decisive di questo tipo - dicono Legambiente e Ambiente e lavoro - ma le direttive del Pit diminuiscono di sicuro il rischio'. La stessa decisione di avviare la verifica su tutte le vecchie operazioni urbanistiche che non hanno ancora prodotto convenzioni tra Comuni e privati è un fatto importante: 'Inserito nel Pit per effetto delle nostre richieste', dicono Ferruzza e Cecchi.

Quanto all''Avviso pubblico' per i grandi progetti urbanistici, lo strumento che consente ai Comuni di scegliere tra i progetti presentati dai privati e di localizzare l'intervento solo dopo la scelta, aiuta a depotenziare la pressione della rendita. Certo, dicono Ferruzza e Cecchi, 'da solo non è in grado di invertire un modo di gestire che consuma territorio e favorisce la rendita.

Ma è comunque il primo passo per la creazione di una cultura di governo: 'Il Pit che individua il corridoio tirrenico come asse regionale deve fare i conti, del resto, con le spinte fiorentine che vorrebbero un modello monocentrico, il capoluogo da cui tutto s'irradia'.

Un giudizio positivo. Che non esclude però anche qualche perplessità: 'Non è ancora chiaro quale sia il criterio dirimente tra i limiti all'edificazione nei Piani strutturali e l'uso sostenibile del territorio in vista di un rilancio degli investimenti produttivi a scapito di quelli speculativi', dicono Ferruzza e Cecchi. Il rischio insomma, visto che l'assessore regionale all'urbanistica Riccardo Conti parla sempre di 'favorire il reddito e non la rendita', che ci siano sì meno casi Monticchiello, ma più casi come quello della Laika a San Casciano: 'Uno stabilimento grande quanto una torre gemella messa per orizzontale che, oltretutto, non dà assicurazioni per i dipendenti e per il futuro'.

Ma anche per questo Ferruzza e Cecchi rivolgono un appello ai cugini ambientalisti oggi separati: 'Con loro saremmo più forti, vorremo che tornassero con noi a discutere di queste cose'.

(m.v.)

S.Casciano Laika: è scontro. Veto ambientalista sul Ponterotto

Andrea Ciappi, La Nazione Firenze, 28 Gennaio 2007

DIBATTITO
Venerdì sera duro faccia a faccia ambientalisti- Giunta in un consiglio comunale,
affollato di pubblico


OTTOCENTO. E’ il numero dei posti di lavoro a rischio che emerge dalle pieghe dello scontro all’ultimo sangue tra ambientalisti e Comuni. In prima istanza, nell’occhio del ciclone, S.Casciano. Non è cifra da fantascienza perché deriva da fonti ufficiali ed autorevoli. Sono i casi Laika al Ponterotto e cave col polo industriale di Testi. Dettagli: venerdì sera il colossale faccia a faccia si è materializzato nel consiglio comunale aperto sul trasferimento Laika (da Sambuca a Ponterotto, azienda leader per i caravan).

Erano schierati sigle ambientaliste (da “S.Casciano per l’Ambiente” con Franco Bolognesi a Italia Nostra ed altri, tutti contrari al trasferimento per motivi ambientali) da una parte, lavoratori, sindacati ed Rsu Laika dall’altra. Giunta, maggioranza in consiglio, Rsu Laika, lavoratori e sindacati hanno detto chiaro: se Laika non va al Ponterotto, sono quasi 300 i posti di lavoro in bilico, 400 con l’indotto.

Ciò che pensano gli ambientalisti: '326 mila metri cubi di cemento distruggeranno un pezzo del fondovalle della Pesa, ne incentiveranno l’urbanizzazione e impediranno la realizzazione di un vero parco territoriale fluviale.

TESTI E’ polemica anche sul polo industriale

Al contempo Laika, che ha già cominciato a vendere i suoi capannoni a Sambuca, potrà lucrare a Tavarnelle sulla vendita dei volumi e dei terreni'.
Maria Teresa Lumachi, capogruppo Fi-Udc, favorevole in sostanza a Laika, chiede 'garanzie anche per il futuro dell’occupazione, con un forte vincolo di destinazione d’uso dell’area Laika perché non si possono avere ulteriori speculazioni edilizie a danno dell’occupazione'.

E chiede anche che la zona sia fornita di infrastrutture come la strada di fondovalle Pesa tra la Siena-Firenze e la Sgc Firenze-Livorno.
Alt: non finisce proprio qui, al capitolo ambiente ed annessi scontri.
Detto che su Laika pende sempre un esposto degli ambientalisti alla Procura, c’è che nel senese le grandi cave 'Sacci' sono state bloccate perché il Comune di Gaiole avrebbe ravvisato 'irregolarità'. Le cave sono contestate dal Comitato 'Pro Monti Grossoli'.

Succede che le cave gaiolesi lavorano in sintonia con quelle di Testi (S.Casciano, sempre di 'Sacci' Spa) per fabbricare cemento. Quindi, con Gaiole ferma rischia di fermarsi anche Testi.

venerdì 26 gennaio 2007

Associazioni e comitati 'Laika manipola i bilanci'

Tommaso Galgani, l'Unità, 26 gennaio 2007

Come realizzare una speculazione edilizia manipolando dati: questa l'accusa del dossier 'Le carte false della Laika', preparato da Wwf, Legambiente, Italia nostra e Amat. Tre i punti contestati al progetto della variante Laika, tramite cui il comune di San Casciano concederebbe all'azienda di caravan, già titolare di un impianto industriale di 24mila mq a Tavarnelle, altri 11 ettari di terreno, 3 dei quali occupati da un capannone, presso Ponterotto. Il primo punto concerne proprio la ventilata mancanza di alternative a Ponterotto.

Per il dossier, Laika ha gonfiato i 34mila mq di destinazione produttiva del nuovo spazio, contro ogni logica di razionalizzazione che imporrebbe piuttosto un riuso delle aree di Tavarnelle. In secondo luogo, Laika ha sbandierato l'effetto traino del nuovo stabilimento nell'influenzare in positivo le vendite future; ma il Cda nel 2005 annunciò che i mercati si sarebbero stabilizzati e che l'azienda avrebbe dovuto incrementare gli utili più che il fatturato, comprimendo i costi. 'Come quindi aumenterebbero gli addetti?' sostiene Giuseppe Pandolfi di Legambiente alludendo alla mancanza di garanzie occupazionali, 'usate come ricatto da Laika per fare le sue speculazioni immobiliari'. Sulla questione, oggi a San Casciano ci sarà un consiglio comunale aperto.

'La Laika ha manipolato i dati' i comitati attaccano l'azienda

Paolo Ceccarelli, Il Firenze 26/1/2007

San Casciano. Oggi il Consiglio comunale 'aperto' sul progetto per l'edificazione del nuovo insediamento

Intanto i sindacati difendono la realizzazione della sede: 'Garanzia per i lavoratori'

'Il nuovo insediamento della Laika a San Casciano Val di Pesa avrà un impatto devastante sul paesaggio e viene giustificato con informazioni manipolate'. Con il Consiglio comunale di oggi, l'Amministrazione di San Casciano farà il penultimo passo verso l’approvazione del progetto del nuovo stabilimento della Laika a Ponterotto, ma le associazioni ambientaliste non demordono e tornano all’attacco .

LEGAMBIENTE , Wwf, Italia nostra, Amat e l’Associazione di San Casciano per la tutela dell’ambiente contestano i dati forniti dall’azienda di caravan per convincere l’opinione pubblica dell’utilità del nuovo insediamento.

'E’ stato raccontato che non esistono alternative alla costruzione dello stabilimento di Ponterotto e che la Laika ha bisogno di una nuova sede per mantenere stabile il fatturato e assumere più dipendenti – dice Giuseppe Pandolfi di Legambiente – Niente di tutto ciò è vero. La ditta di caravan è attualmente proprietaria di capannoni che non usa o sta per vendere e ai suoi azionisti l'impresa ha detto che il fatturato resterà stabile per i prossimi tre anni. Il vero problema dell'impresa è il costo del lavoro, tant'è vero che rispetto al 2000 ha ridotto il personale. Com'è possibile che una ditta che è in sofferenza a causa del costo del lavoro realizzi un nuovo insediamento per assumere più persone?'.

Queste tesi però non sono condivise dai sindacati dei lavoratori, che ribadiscono il loro parere favorevole alla nuova sede della ditta di caravan. 'La costruzione dello stabilimento – scrive la Cgil – rafforzerebbe occupazione e reddito per le oltre 400 famiglie (dei lavoratori di Laika e dell’indotto) della zona . Secondo il sindacato il nuovo insediamento migliorerà l’ambiente di lavoro e quindi le condizioni di sicurezza per i lavoratori, senza contare che la Laika rappresenta già «un punto di eccellenza per l’economia locale'.

Una posizione che non piace affatto a Legambiente: 'Siamo amareggiati per l’atteggiamento del sindacato'.

giovedì 25 gennaio 2007

Variante Laika: 'L'azienda ha manipolato le info sui bilanci'

Controradio, 25/01/2007

registrazione audio Pandolfi, Controradio

La denuncia arriva dai un pool di associazioni e comitati che oggi hanno presentato un video in cui, atti di bilancio alla mano, si proverebbe come l'azienda produttrice ed assemblatrice di camper e similari chiede di realizzare un nuovo stabilimento di Laika

La Laika ha manipolato i dati e le informazioni che riguardano il suo stato attuale e le sue previsioni economiche al fine di accreditare le finalità esclusivamente produttive dell'investimento per il nuovo insediamento di Ponterotto.

La denuncia arriva dai un pool di associazioni e comitati (da Legambiente al WWF a Italia Nostra al comitato per l'ambiente di San Casciano) che oggi hanno presentato un video in cui, atti di bilancio alla mano, si proverebbe come l'azienda produttrice ed assemblatrice di Camper e similari, in realtà, chiede di realizzare un nuovo stabilimento di 360 mila metri cubi per motivi che con la missione produttiva hanno evidentemente poco a che fare.

'I bilanci- dicono i comitati che domani interverranno al consiglio comunale aperto previsto per le 16 e 30 a San Casciano- ci dicono che non è vero che non c'erano alternative, né che l'azienda è in crescita, e nemmeno o che il nuovo stabilimento darà garanzie occupazionali'.

Per Giuseppe Pandolfi del circolo di Legambiente il Passignano 'i dati sulla reale superficie produttiva non tornano: la Liaka ha forzato i dati per ottenere concessioni su tre ettari; e poi non è vero che l'azienda ha una crisi di produzione, piuttosto non riesce a vendere e sta perdendo quote di mercato, con 10 milioni di motorom prodotti'. 'Infine- dice Pandolfi- l'azienda sta già riducendo l'occupazione'.

Secondo Pandolfi Laika intende in realtà fare un'operazione immobiliare che porterà ad una riorganizzazione dell'azienda e probabilmente anche ad una diminuzione del costo del lavoro, dunque, quasi certamente, a nuovi licenziamenti.

martedì 23 gennaio 2007

Caso Laika: c'è attesa per il consiglio comunale aperto

Greenreport, 23/01/2007

Ma il fronte del no è già critico: 'Il dibattito è convocato alle 16,30 di un giorno lavorativo, con discutibili modalità che impediscono interventi programmati'

FIRENZE. Continua la vicenda sulla variante Laika a San Casciano Valdipesa di cui greenreport si è più volte occupato. Secondo associazioni e comitati che si battono per il no al progetto la discussione finisce nel modo peggiore. Abbiamo chiesto spiegazioni a Giuseppe Pandolfi, uno degli esponenti del vasto schieramento contrario alla variante.

'Per venerdì 26 gennaio è stato convocato il consiglio comunale aperto richiesto dalle associazioni ambientaliste che chiuderà la fase istituzionale di confronto e verifica sul testo e sui contenuti della Variante urbanistica destinato a consentire a Laika un colossale affare: 326000 metri cubi di cemento che distruggeranno un pezzo del fondovalle della Pesa, ne incentiveranno la urbanizzazione e impediranno la realizzazione di un vero parco territoriale fluviale'.

Questo è quanto voi affermate nel merito. Ma cosa c’è che non va nella convocazione del consiglio?
'Il dibattito è convocato alle 16,30 di un giorno lavorativo, con discutibili modalità che impediscono interventi programmati e non ridotti a slogan da parte dei movimenti contrari all’operazione. L’amministrazione comunale - continua Pandolfi - adducendo a pretesto la radicalizzazione dello scontro e l’esposto da noi presentato alla procura della repubblica, ha inoltre rifiutato di confrontarsi pubblicamente sulle osservazioni critiche e sui dubbi che i movimenti ambientalisti sollevano in merito alle effettive garanzie occupazionali e alle reali motivazioni economiche che sottostanno a questa operazione: un brutto segnale di come esista una insofferenza verso movimenti e associazioni che non si pieghino a fare una semplice opposizione di facciata, ed una manifestazione di debolezza da parte di chi continua a dichiarare che questa variante è un atto doveroso per salvare occupazione e prospettive di sviluppo del territorio. Tutto ciò dimostra come la decisione di concedere all’impresa l’edificabilità dei terreni agricoli acquistati a Ponterotto sia stata sin dall’inizio una scelta non contrattabile, non ridiscutibile, non modificabile di cittadini e movimenti'.

Sarete presenti quindi in consiglio?
'Noi cercheremo comunque di essere presenti in aula, diffonderemo l’informazione presso la popolazione, consegneremo quel giorno ufficialmente le centinaia di firme raccolte tra i cittadini residenti e le oltre 160 firme di urbanisti, architetti e professionisti del territorio sull’appello contro la Variante'.

Qual è la situazione ad oggi?
'La maggioranza e l’Amministrazione hanno fatto muro verso qualsiasi possibilità di riduzione dell’impatto della variante - prosegue Pandolfi - rigettando tutte le osservazioni delle associazioni ambientaliste, anche quella che chiedeva semplicemente di inserire meccanismi rigidi di convenzionamento da parte dell’azienda che impedissero future riduzioni dell’occupazione o speculazioni, o quella che chiedeva almeno una riduzione delle volumetrie, visto che la stessa LAIKA ha già annunciato di voler realizzare per ora solo un capannone di 20.000 mq prendendosi però la concessione di altri 12600 mq edificabili che ovviamente saranno vendibili in qualunque momento anche in caso di rilocalizzazione dell’azienda, incrementando perciò il valore della proprietà. Su 25 osservazioni alla Variante presentate da cittadini e associazioni - conclude Pandolfi - l’unica recepita dalla Amministrazione è stata quella della Laika, che chiedeva di ridistribuire in maniera più confacente ai suoi interessi il verde pubblico all’interno dell’azienda»'

Nello spazio concesso alle associazioni ambientaliste e comitati, parleranno in consiglio Fausto Ferruzza (direttore regionale Legambiente), Maria Rita Signorini (Consigliere nazionale Italia Nostra), Luca Ragazzo (Consigliere provinciale, Federazione dei verdi), Alberto Magnaghi (Presidente Rete Nuovo Municipio).
 

Far tornare le api a volare a San Casciano!

L’ape, il simbolo della nostra lista, richiama l’obiettivo di far tornare le api a volare a San Casciano. Un mondo senza api non è a misura d’uomo, è avvelenato e ostile alla vita. L’ape sarà anche il nostro modello di comportamento: le api sono laboriose, sociali, pacifiche e hanno bisogno di un ambiente pulito.

San Casciano Val di Pesa • Laboratorio per un’Altra San Casciano