venerdì 4 dicembre 2009

NOBERLUSCONIDAY - ROMA 5 DICEMBRE 2009

IL GRUPPO LABORATORIO PER UN'ALTRA SAN CASCIANO-RIFONDAZIONE COMUNISTA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 5 DICEMBRE A ROMA "NOBERLUSCONIDAY"

Il comitato “No Berlusconi Day”, nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di blogger democratici, indice per il prossimo 5 dicembre, a Roma, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
ILTESTO DELL’APPELLO
A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.
Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.



venerdì 27 novembre 2009

Paolo Rumiz: La scandalosa rapina dell’acqua pubblica

Pubblichiamo l'intervento che Paolo Rumiz, giornalista di "Repubblica", ha tenuto alla Facoltà di scienze politiche dell'Università La Sapienza di Roma sul tema “Acqua bene comune: storia, civiltà vita”.

È un peccato che non possa parlarvi a voce. Solo a voce avrei potuto comunicarvi l’urgenza, la rabbia e l’indignazione legate al tema primordiale dell’acqua. Sono un professionista della parola scritta, ma so che solo il racconto orale sa trasmettere sentimenti forti. Questo scritto è dunque solo un ripiegamento, dovuto a forza maggiore. E sappiate che gli uomini che avrei dovuto affiancare in quest’incontro sono i responsabili della mia passione per la questione idrica. Dunque perfetti per accendere anche la vostra.

Mi sono occupato di molti temi nel mio mestiere. Guerre etniche e planetarie, crolli di sistemi e di alleanze politiche, esplorazione dei territori e viaggi alle periferie del mondo. All’acqua sono arrivato solo pochi mesi fa, quasi per caso, grazie a una segnalazione di Emilio Molinari. Era successo che era stata approvata una legge che rendeva inevitabile la privatizzazione dei servizi idrici. La svendita di un patrimonio comune, mascherata da rivoluzione efficentista...

giovedì 26 novembre 2009

Vota la Terra! Campagna del WWF



COSA SIGNIFICA VOTARE LA TERRA?
Vote Earth! (Vota la Terra) è la grande campagna mondiale organizzata dal WWF in vista del Vertice sul Clima che si terrà a Copenaghen a dicembre. Vota la Terra è la nostra occasione per far sentire forte la nostra voce per ottenere un accordo globale sul clima. Esprimendo il tuo voto aggiungerai il tuo nome a quello di milioni di persone in tutto il mondo che si uniscono alla campagna del WWF.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE VOTARE PER LA TERRA
Perché a dicembre si svolgerà il Vertice Mondiale sul Clima a Copenaghen. Si sceglierà il nostro futuro: un accordo sul clima equo efficace e vincolante, oppure un futuro compromesso dal global warming.
Noi del WWF crediamo che tutti gli abitanti del pianeta abbiamo diritto di scegliere anche loro quale di questi due scenari del futuro vogliono vivere.
Con la campagna Vote Earth chiediamo alle persone, alle aziende e alle comunità di esprimere questo voto. Un Voto alla Terra, un voto per il nostro futuro.

Vota la terra qui!

mercoledì 25 novembre 2009

NO ALL'INCENERITORE MASCHERATO

25/11/2009, Il Nuovo Corriere di Firenze

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RACCOLTA RIFIUTI, SPEDALETTO FARA' DA CAVIA

25/11/2009, La Nazione di Firenze

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INCENERITORE NEL CHIANTI? NO, GRAZIE

UN INCENERITORE NEL CHIANTI?
GIÀ FATTO!
È IL CEMENTIFICIO DI TESTI
Per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti le Amministrazioni di San Casciano e di Greve propongono di bruciarli nel forno del cementificio di Testi. Anzi, già lo fanno e chiedono a Sacci di aumentare il quantitativo di CDR (combustibile derivato da rifiuti) per smaltire i rifiuti come carburante nel forno del cementificio.

Questo comporta:
rischio per la salute, con il rilascio di diossine, metalli pesanti, arsenico, ecc.;
inquinamento, con grave rischio per le colture agricole circostanti e per l’ambiente;
strategie e politiche che non incentivano la riduzione dei rifiuti;
il disinteresse per la raccolta differenziata con la quale si recupera plastica e carta che servono come carburante per l’inceneritore.
La combustione dei rifiuti è pericolosa per la salute e per l’ambiente in qualsiasi tipo di impianto.
Quando un cementificio diventa inceneritore i rischi sono maggiori perchè il cementificio dispone di sistemi di abbattimento meno efficaci di quelli previsti per gli inceneritori.
UN INCENERITORE NEL CHIANTI? NO, GRAZIE!
LE ALTERNATIVE CI SONO.
Siamo contrari:
a trasformare il cementificio in un inceneritore camuffato.
Siamo favorevoli:
alla riduzione alla fonte,
alla raccolta differenziata porta a porta,
al recupero e riutilizzo dei materiali.
Con questo approccio si può ridurre in modo drastico la quantità dei rifiuti residui, rendendo inutile la costruzione
di nuovi impianti d'incenerimento, quello che rimane dalla raccolta differenziata può essere trattato mediante
impiantistica a freddo senza alcun ricorso alla combustione.
LE LORO PROPOSTE SONO INACCETTABILI!
Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista

martedì 24 novembre 2009

RIFIUTI: L'INCENERITORE DEL CHIANTI SARA' IL CEMENTIFICIO DI TESTI

COMUNICATO STAMPA

BRUCIARE RIFIUTI NEL FORNO DEL CEMENTIFICIO DI TESTI, E’ QUESTA LA PROPOSTA CHE FANNO I SINDACI DI GREVE E DI SAN CASCIANO QUALE SOLUZIONE AL PROBLEMA DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI NEL CHIANTI: DICIAMO CHIARAMENTE CHE SIAMO CONTRARI A TRASFORMARE IL CEMENTIFICIO IN UN INCENERITORE CAMUFFATO.

Inceneritore nel Chianti: si continua a discutere, intanto però le Amministrazioni di Greve e di San Casciano chiedono a Sacci di aumentare il quantitativo di CDR (combustibile derivato da rifiuti) da smaltire come carburante nel forno del cementificio.
Il CDR è un rifiuto speciale e come tale è altamente inquinante.

La combustione dei rifiuti è pericolosa per la salute e per l’ambiente in qualsiasi tipo di impianto. Quando un cementificio diventa inceneritore i rischi sono ancora maggiori.
Proporre di incrementare l’utilizzo dei rifiuti quale carburante per il forno è una scelta sbagliata e pericolosa:
la combustione del CDR nei cementifici può comportare per l’area interessata un consistente incremento di nocività per diverse sostanze pericolose simili a quelle emesse da un inceneritore:diossine, furani, PCB, metalli pesanti, ossidi di azoto e innumerevoli altre sostanze, dato la composizione eterogenea del CDR;
le alte temperature raggiunte dal cementificio (1400° rispetto alla temperatura di funzionamento di un inceneritore 850°) comportano emissioni di nanoparticelle dei metalli più volatili come cadmio, arsenico, mercurio, ecc. e altri composti pericolosi ancora più facilmente rilasciati nell’ambiente in quanto il cementificio dispone di sistemi di abbattimento ancor meno specifici di quelli previsti per gli inceneritori.
i composti tossici meno volatili che vengono assorbiti dalla massa fusa del cemento possono venire da esso rilasciate, in particolari condizioni, quando questo viene utilizzato nelle costruzioni, costituendo un’ulteriore dispersione di sostanze tossiche negli ambienti di vita e di lavoro
Il cementificio di Testi -grazie al regime normativo di procedura semplificata che non comporta alcuna autorizzazione specifica e alcun studio di valutazione ambientale- può utilizzare come combustibile 20.000 tonnellate annue di CDR e oltre 180.000 tonnellate annue di rifiuti speciali che entrano nel ciclo di produzione del cemento.
Il cementificio, attività industriale insalubre di 1° classe, determina già ora un impatto notevole in un’area vasta.. Per tutelare la salute e salvaguardare il territorio le Amministrazioni avrebbero il dovere di prevedere un forte alleggerimento degli impatti presenti, anziché aggiungere altri impianti, centrale elettrica turbogas e, nel peggiore dei casi, anche un inceneritore. Aumentare la quantità di rifiuti da smaltire nel forno del cementificio porterebbe ad un ulteriore aggravio della situazione, si tratta chiaramente di una proposta inaccettabile.
Se il cementificio aumenterà la quantità di CDR utilizzato nel forno si trasformerà in un vero e proprio inceneritore; questo è provato dal fatto che l’impianto verrebbe assoggettato al rispetto delle normative ambientali e ai limiti di emissione previsti per gli inceneritori: AVREMO IL NUOVO INCENERITORE DEL CHIANTI!
La combustione dei rifiuti, negli inceneritori come negli impianti di co-inceneimento come i cementifici o centrali elettriche, oltre che determinare un impatto ambientale e sanitario, disincentiva qualsiasi strategia a monte di riduzione e contrasta con una raccolta differenziata finalizzata al recupero dei materiali contenuti nei rifiuti perché si brucia la stessa plastica e la stessa carta che potrebbe essere differenziata e riutilizzata.
Vogliamo ribadire che le alternative all’incenerimento sono serie e concrete: riduzione alla fonte, raccolta differenziata porta a porta, recupero e riutilizzo dei materiali. Con questo approccio si può ridurre in modo drastico la quantità dei rifiuti residui, rendendo inutile la costruzione di nuovi impianti d'incenerimento. Lo stesso "residuo" che resta a valle di una raccolta differenziata spinta può essere trattato mediante impiantistica a freddo senza alcun ricorso alla combustione.
QUESTI DOVREBBERO ESSERE I TEMI IN DISCUSSIONE. E ALL’ATTENZIONE DEGLI AMMINISTRATORI, NELL’INTERESSE DEI CITTADINI, PER TUTELARE LA SALUTE E SALVAGUARE IL NOSTRO TERRITORIO.

Laboratorio per un’altra San Casciano-Rifondazione Comunista presenterà un’interrogazione su queste problematiche al prossimo Consiglio comunale.
 

Far tornare le api a volare a San Casciano!

L’ape, il simbolo della nostra lista, richiama l’obiettivo di far tornare le api a volare a San Casciano. Un mondo senza api non è a misura d’uomo, è avvelenato e ostile alla vita. L’ape sarà anche il nostro modello di comportamento: le api sono laboriose, sociali, pacifiche e hanno bisogno di un ambiente pulito.

San Casciano Val di Pesa • Laboratorio per un’Altra San Casciano